Sono Antonio Fratini, pneumologo a Roma. Ho scritto queste pagine per chi ha la BPCO, per chi teme di averla e per le famiglie: le stesse cose che spiego ogni giorno in ambulatorio, con il tempo che in visita a volte manca.
BPCO sta per broncopneumopatia cronica ostruttiva. In parole semplici: i bronchi si infiammano e si restringono, e in alcune zone del polmone gli alveoli perdono elasticità, che è quello che chiamiamo enfisema. L'aria entra, ma fa fatica a uscire. Per questo il primo sintomo, quasi sempre, è il fiato che manca quando si fa uno sforzo.
La Fondazione GIMBE stima che in Italia le persone con BPCO siano oltre 3,5 milioni, e molte non sanno di averla. In ambulatorio lo sento spesso: «è la tosse del fumatore», «non ho più fiato, sarà l'età». A volte è davvero così. Spesso, invece, è una BPCO che nessuno ha ancora misurato.
La causa principale è il fumo, anche quello smesso da anni. Ma non è l'unica: contano le polveri e i fumi respirati al lavoro, l'inquinamento, le stufe e i camini in casa, un'asma mai curata bene, le infezioni gravi avute da bambini. Più di rado c'è una causa genetica, il deficit di alfa-1 antitripsina, che si scopre con un semplice prelievo.
La BPCO non arriva all'improvviso. Il fiato si accorcia un po' alla volta, nell'arco di anni, e intanto ci si adatta: si prende l'ascensore, si cammina più piano, si rinuncia alla passeggiata più lunga. Molti pazienti mi raccontano di essersene accorti solo quando un familiare glielo ha fatto notare.
Ci sono però alcuni segnali che vale la pena prendere sul serio:
Se hai più di 40 anni, fumi o hai fumato e ti riconosci in uno di questi punti, una spirometria è tempo ben speso: dura mezz'ora e chiarisce molto. Ne parlo meglio in I primi sintomi da non trascurare.
Sono sei domande, le stesse che le linee guida GOLD suggeriscono ai medici per capire a chi proporre l'esame. Servono un paio di minuti.
Hai 40 anni o più?
Fumi o hai fumato? Oppure hai respirato per anni polveri, fumi o vapori, al lavoro o in casa con stufe e camini?
Fai più fatica di prima a salire le scale o a camminare di buon passo, e ti sembra che peggiori con il tempo?
Hai tosse quasi tutti i giorni, anche a periodi?
Hai catarro abituale, soprattutto al mattino?
Ogni inverno ti capita un raffreddore che scende sui bronchi e dura settimane?
È un orientamento, non una diagnosi. La BPCO si conferma solo con la spirometria.
Serve la spirometria. Si soffia con tutta la forza in un boccaglio, prima e dopo un broncodilatatore, e lo strumento misura quanta aria esce e con che velocità. Il valore che conta è il rapporto tra il FEV1, cioè l'aria espirata nel primo secondo, e la FVC, cioè tutta l'aria espirata. Se dopo il farmaco resta sotto 0,70, l'ostruzione è persistente: insieme ai sintomi e alla storia del paziente, questo significa BPCO.
Nella figura in alto si vede bene la differenza. È un'immagine che mostro spesso in visita, perché spiega l'ostruzione meglio di qualunque numero.
Il FEV1 si confronta con il valore atteso per età, sesso e altezza. Le linee guida GOLD distinguono quattro gradi.
Di solito completo la valutazione con la saturimetria, una radiografia o una TC del torace quando servono, un emocromo per contare gli eosinofili, che aiutano a scegliere i farmaci, e almeno una volta il dosaggio dell'alfa-1 antitripsina. Come prepararsi alla spirometria lo spiego nella guida dedicata.
La BPCO non guarisce, ed è giusto dirlo subito. Però si controlla, e bene: con la terapia giusta la maggior parte dei pazienti respira meglio, ha meno riacutizzazioni e torna a fare cose a cui aveva rinunciato.
La prima cura è smettere di fumare. Nessun inalatore fa altrettanto, in nessuna fase della malattia. Se hai già provato senza riuscirci, sei in buona compagnia: con l'aiuto di un centro antifumo le probabilità di farcela aumentano molto.
Poi ci sono gli inalatori. La base sono i broncodilatatori a lunga durata (LAMA e LABA), spesso insieme nello stesso dispositivo. Il cortisone inalatorio lo aggiungo solo in alcuni casi, soprattutto se ci sono state riacutizzazioni e gli eosinofili sono alti. Per chi continua ad averne nonostante tutto, oggi esistono anche farmaci biologici.
E non solo farmaci. La riabilitazione respiratoria, cioè un programma di esercizio seguito da fisioterapisti esperti, è una delle terapie più efficaci che abbiamo, e una delle meno usate. Contano i vaccini, il movimento di tutti i giorni e, nelle forme più avanzate, l'ossigeno o la ventilazione a casa.
Un consiglio pratico: porta sempre i tuoi inalatori alla visita. Molte volte il problema non è il farmaco, ma il modo in cui si usa. Ho scritto una guida su come usare gli inalatori.
È una malattia cronica dei polmoni in cui i bronchi si restringono e gli alveoli perdono elasticità. L'aria entra ma fa fatica a uscire, e il risultato è fiato corto, tosse e catarro. Comprende la bronchite cronica e l'enfisema.
Nella grande maggioranza dei casi il fumo di sigaretta, anche smesso da anni. Contano però anche polveri e fumi respirati al lavoro, l'inquinamento, i fumi di stufe e camini e, più di rado, il deficit genetico di alfa-1 antitripsina.
Il fiato che si accorcia sotto sforzo, la tosse quasi quotidiana, il catarro al mattino, le bronchiti che tornano ogni inverno. Arrivano piano, e per questo vengono spesso scambiati per l'età o per la tosse del fumatore.
Con la spirometria. Se dopo il broncodilatatore il rapporto FEV1/FVC resta sotto 0,70 e ci sono sintomi o fattori di rischio, si tratta di BPCO.
Non guarisce, ma si controlla bene. Smettere di fumare, usare nel modo giusto gli inalatori, fare riabilitazione respiratoria e vaccinarsi riducono i sintomi e le riacutizzazioni.
Il Dott. Antonio Fratini, specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio, riceve a Roma in Via Taranto 6 (San Giovanni) e in Via Cola di Rienzo 28 (Prati). Si prenota su MioDottore oppure al 346 417 6869, anche su WhatsApp.
Non tutto passa dallo studio medico. Queste sono le realtà che consiglio più spesso ai pazienti e alle loro famiglie.
Ricevo in due studi, a San Giovanni e a Prati. Alla prima visita porta, se li hai, spirometrie precedenti, radiografie o TC, l'elenco dei farmaci che prendi e i tuoi inalatori.
Dott. Antonio Fratini
Specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma). Socio AIPO-ITS, ERS e SIP/IRS. Iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, n. 66976.
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Dott. Antonio Fratini, specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio, iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma (n. 66976). Contatti: 346 417 6869.
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Ultimo aggiornamento: ottobre 2026